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Eataly: Ipo nel 2018 0 2019

Andrea Guerra, il Presidente esecutivo di Eataly, ha ufficialmente dichiarato l’ingresso di Eataly nel mercato azionario; la società verrà quotata nel 2018 0 nel 2019, secondo quanto dichiarato dal numero uno durante il convegno di Altagamma sul settore lusso: “Che ci quoteremo non c’è dubbio, ma lo faremo quando saremo pronti”.

Il fondatore Oscar Farinetti appare fiducioso sul collocamento: “Siamo l’unica azienda globale nel food retail italiano e dobbiamo essere globali anche in questo”, e aggiunge che spera in una quotazione a Piazza Affari piuttosto che a Dow Jons. Certo, sbarcare a New York sarebbe una scommessa meno rischiosa, dal momento che l’azienda è molto più conosciuta e amata oltreoceano.

In tutti i casi le proiezioni di fine anno lasciano ottimi margini di crescita. Guerra ha infatti stimato una chiusura annuale con 470-475 milioni di euro, a fronte dei 385 del 2016.   Anche l‘Ebitda, che lo scorso anno rasentava lo zero, sta crescendo, così come l‘Ebitda margin.

Puntare su Eataly sarà un buon investimento? Alla luce dei dati fino ad ora snocciolati possiamo parlare senza dubbio di una società in crescita che non dovrebbe avere molti problemi. Come sottolineato dal report di Intermonte Sim, nel 2018 il fatturato di Etaly sarà di circa 750 milioni di euro, con un aumento del 32% grazie alle nuove aperture (Los Angeles, Mosca, e accordi ancora in essere per Cina e India) . L’IPO potrebbe quindi scattare in tempi più brevi di quelli previsti dal prudente Guerra, dal momento che la soglia per la quotazione che l’azienda si è posta sarebbe di 700 milioni.

Qualche indizio sul collocamento è comunque già trapelato: l’IPO immetterà sul mercato il 30-33% del capitale, ma ulteriori dettagli del collocamento saranno disponibili dal 31 ottobre, quando si riunirà il consiglio di amministrazione di Eataly. La forchetta oscillerà tra 1 e 3 miliardi di euro, e l’operazione sarà gestita da Unicredit, che grazie ad un accordo siglato con Eataly sarà molto probabilmente il global coordinator.

La quotazione sarà una OPV, dal momento che solo gli azionisti cederanno una pro-quota di azioni. Farinetti aveva in effetti dichiarato che immagina la società sì proiettata in borsa, ma con azioni in vendita destinate alle famiglie e ai piccoli risparmiatori: al momento non è dunque prevista alcuna ricapitalizzazione.