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Effetto Pyongyang: come hanno reagito le borse

Faticano oggi le borse europee: coincidenze negative fanno registrare notevoli ribassi su tutte le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. La peggiore è Londra, che perde oltre l’1%, mentre Milano è, per così dire, la più fortunata nella sfortuna con un -0,2% circa.

In generale le borse europee sembrano risentire del lancio di un ulteriore missile che da Pyongyang che ha sorvolato Hokkaido, una pericolosa provocazione contro le sanzioni dell’ONU: potenzialmente, infatti, il missile avrebbe potuto raggiungere la base americana di Guam, avendo percorso più o meno 3700 km. Paura generale per le mosse di Kim Jong-Un che si riflette sul mercato azionario di Wall Street e, di riflesso, anche su quello dell’Europa.

Sembrano essere immuni dall’insicurezza, al contrario, i mercati azionari asiatici. Tokyo chiude infatti con un +0,5% e Seul a +0,2%. Hong Kong e Singapore si mostrano invece piatte, mentre la cinese Shanghai vede una marginale contrazione del -0,5%.

Piazza Affari

Come accennato sopra, Milano ha viaggiato in rosso, seppur moderatamente rispetto alle altre colleghe europee; lo spread tra Btp e Bund è stato invece in rialzo sui 171 punti base.

Una tendenza che non è stata recuperata nel corso di questo difficile venerdì, che oltre alle minacce politiche del dittatore coreano, rappresenta il giorno delle tre streghe. È necessario sottolineare che oggi ricorrevano tre scadenze: quelle dei futures, dei contratti di opzione sulle azioni e delle opzioni sugli indici. La scadenza simultanea di questi tre derivati fa incrementare il volume di scambi, aumentando anche la volatilità dei prezzi dei titoli. Questa situazione, val la pena sottolineare, non inficia gli investimenti a medio e lungo termine, e l’andamento generale tornerà presto nella norma.

A Piazza Affari anche i titoli migliori non sono riusciti a superare l’1% di rialzo: bene Terna (+0,81%), Moncler ed Eni, ma soprattutto per Snam, che è arrivata a toccare il +1.27%; segnali positivi anche da Telecom, Leonardo e Azimut.

Le performance di avvio peggiori si registrano da parte di Yoox e Ferragamo, entrambe sotto di oltre due punti; risultati non rincuoranti anche per Unicredit, Banco Bpm, Unipol e Generali.