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Investire in compagnie aeree: i migliori titoli 2018

Puntare su grandi aziende sembrerebbe una guadagno certo anche per i piccoli investitori retail che sono alla ricerca di titoli solidi. Una tradizionale strategia con profilo a basso rischio, insomma. Anche in questo caso occorre però documentarsi e scegliere le azioni migliori in base al momentum, alle proprie esigenze e alla stabilità delle società prese in esame. Non è infatti raro, nel mondo della finanza contemporanea, che anche i colossi possano crollare. Per questa ragione vedremo i suggerimenti degli esperti così da “copiare” i loro consigli e mettere più al sicuro i nostri risparmi.

Oltre agli investimenti in biotech e a quelli in logistica, c’è un altro comparto che a detta degli analisti riserverà grandi (e inaspettate) soddisfazioni: stiamo parlando delle compagnie aeree europee. Nonostate un 2017 non particolarmente degno di nota, le compagnie dovrebbero volare, per rimanere in tema, durante questo 2018. Secondo USB Group i rialzi potrebbero raggiungere e superare il +10% nell’arco dei prossimi mesi.

Quotazioni compagnie aeree: dove investire

Tra i titoli per cui si prevedono le migliori performance citiamo in testa la tedesca Lufthansa, che potrebbe incrementare il suo target price fino al 18% nei prossimi mesi, raggiungendo così circa 31€ ad azione e rating neutrale.

A seguire c’è Air France-Klm, particolarmente interessante per via del potenziale di crescita del prezzo per azione (quasi il 60%), sia per il total return a un anno del 109,68%. Il rating è buy.

Buoni anche gli ipotizzati aumenti per le inglesi International Airlines Group e la low-cost Easy-Jet, che potrebbero vedere i loro titoli al rialzo rispettivamente del 23 e dell’11%. Entrambi hanno un rating buy.

Una rivincita delle major sulle compagnie che offrono invece voli più economici, e che stanno soffrendo la concorrenza. Easy-Jet, ma anche Ryanair ad esempio, stanno continuando ad abbassare i prezzi; al contrario le grandi compagnie hanno alzato le prospettive di guadagno, mantenendo prezzi (e servizi) rivolti ad una fascia di utenza medio-alta.

Ciò si è ripercosso sulle relative quotazioni in Borsa, che infatti permiano maggiormente le compagnie tradizionali. Un’inversione di tendenza ben esplicitata dalle enormi differenze di total return. Un esempio su tutti, quello di Lufthansa è stimato al 118%, mentre quello di Ryanair non raggiunge il 12%.