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Investire nella tecnologia: opportunità da USA e Cina

Jim Breyer, fondatore e CEO di Breyer Capital e un primo investitore in Facebook, ha dichiarato alla CNBC che la maggior parte dei suoi averi sono attualmente puntati sulle società tecnologiche cinesi e statunitensi. L’auspicio dell’analista è che le due superpotenze possano un giorno collaborare.

Punto d’incontro tra le due economiche sarebbe proprio la ricerca hi-tech, in particolare per quanto afferisce all’intelligenza artificiale. Breyer ha infatti dichiarato che: “In aree come l’assistenza sanitaria o l’energia pulita, la cooperazione sarebbe molto meglio tra i due paesi e le loro tecnologie di quanto non sarebbe una vera e propria concorrenza”.

Quel che il CEO rileva è che attualmente, con la guerra commerciale in cosso, nessuno dei due Paesi investe nella tecnologia dell’altro; o per lo meno, gli investitori sembrano avere molte cautele.

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Secondo Breyer l’investimento in tecnologia sarà una proficua fonte di guadagno anche nel caso in cui le tensioni dovessero intensificarsi; addirittura, le società del settore potrebbero essere le uniche, sia in Cina che negli USA, a generare reali profitti.

“Credo che tra dieci anni, delle 20 più grandi società a capitalizzazione di mercato del mondo, molte delle quali saranno probabilmente pari a $ 2 trilioni o più, 18 su 20 saranno aziende tecnologiche cinesi e statunitensi”, ha affermato.

Tecnologia in USA e Cina: dove conviene investire?

Snocciolando qualche numero, al momento le aziende cinesi risultano favorite, soprattutto nel già citato segmento dell’AI. Si pensi ad esempio che le società degli Stati Uniti hanno ricevuto lo scorso anno il 38% dei finanziamenti globali inerenti alla tecnologia; quelle cinesi hanno superato addirittura il 48%. Sembra, insomma, che le start-up dell’est siano capaci di attirare maggiori risorse e fondi.

Senza considerare che la Cina ha aree di competenza quasi esclusiva come il riconoscimento facciale e il visual computing, portati avanti da ben 8 milioni di laureati ogni anno di cui 5 proprio in scienze e tecnologie. Inoltre, creatività, “visione”, standard di eccellenza sembrano essere straordinariamente intensi nel Paese del Sol Levante.

D’altro canto la competizione non può dirsi conclusa. Dalla loro, gli USA hanno database e strumenti e conoscenze per l’analisi dei dati più avanzati rispetto alla Cina. Un finale ancora tutto da costruire.

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