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Investment Certificate: ecco come investire con prudenza

L’anno che sta volgendo al termine è stato caratterizzato da ampia volatilità su pressoché tutti gli asset, inclusi quelli tradizionalmente più stabili. Gli analisti prevedono un analogo inizio di 2019, che unito ai timori di un rallentamento dell’economia globale, suggeriscono investimenti più prudenti. L’azionariato, di certo, non fa eccezione.

Una domanda che può sorgere spontaneamente, anche valutando le performance delle Borse mondiali, riguarda le strategie di investimento; meglio puntare al rialzo o al ribasso? Come sempre, tutto dipende dal nostro paniere di titoli, dal capitale che vogliamo puntare e dal nostro profilo di rischio.

Qualche dato oggettivo può tuttavia essere utile per arrivare al 2019 ben preparati. Prendiamo come esemplificativo l’indice S&P 500 di Wall Street; le quotazioni sono ritornate sotto il supporto di 2.530 punti, il che non fa dubitare di essere attualmente in un canale ribassista. Anche guardando i grafici di lungo periodo questo trend sembra confermato, ragion per cui anche i primi mesi del 2019 potrebbero verosimilmente proseguire su questa scia.

Come operare dunque? Questo potrebbe essere il dubbio di coloro che hanno un basso profilo di rischio. Uno strumento d’aiuto potrebbero essere i dei Reverse Memory Cash Collect, in particolare per il breve-medio termine.

Reverse Memory Cash Collect: cosa sono e come funzionano

I Reverse Memory Cash Collect sono particolari certificati d’investimento da non molto presenti anche in Italia; vengono emessi da BNP Paribas e negoziati sul mercato SeDex.

Due sono le peculiarità di questi strumenti: consentono di investire e guadagnare in caso di ribasso e sono a capitale condizionatamente protetto.

Dalla prima caratteristica deduciamo che si tratta di derivati, che replicano l’andamento del sottostante, consentendo all’investitore di partecipare ai movimenti ribassisti. Si ottengono, inoltre, premi fissi periodici contrattualmente stabiliti al momento del collocamento.

Importante anche il secondo punto. Questi certificati, infatti, assicurano un introito non solo in caso di ribasso, ma anche in quello di rialzo moderato; in altre parole, purché si mantenga sotto la soglia-barriera stabilita dall’emittente.

Infine, l’effetto memoria. Se ad una data di valutazione intermedia il nostro investimento ha superato la barriera di cui sopra, naturalmente non abbiamo diritto al pagamento della cedola. Se però alla valutazione successiva soddisfiamo il requisito, ecco che ci verrà corrisposto anche il premio non pagato in precedenza.