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Previsioni sui mercati: i consigli degli esperti

Il 2018 è stato un anno molto difficile. Lo abbiamo visto per le criptovalute, ma altre asset class non sono state da meno. Pensiamo alle materie prime, dal mancato rally dell’oro sino al volatilissimo petrolio. 

Secondo gli analisti di Axa Investment Managers il 2019 sarà invece l’anno della svolta. Anzitutto la crescita economica degli USA dovrebbe subire un rallentamento; protezionismo, aumento dei tassi da parte della FED, esaurimento della spinta dovuta alla riforma fiscale del Presidente Trump dovrebbero insomma frenare gli Stati Uniti. Un 2018 segnato da una così potente crescita economica appare insomma di improbabile replica.

Un outlook che potrebbe mettere in allarme e far scattare la classica (e doverosa!) domanda “cosa succederà?“. Difficile prevedere il futuro nel dettaglio, ma Axa ha stilato una lista di sei punti da tenere sott’occhio, soprattutto per gli investitori italiani.

Sei cose da sapere per investire nel 2019

Come accennato prima, il trend rialzista è agli sgoccioli. Non solo per USA, ma anche UE e Cina saranno interessati dal fenomeno.

Ma passiamo all’azionariato, che Axe prevede contraddistinto da altissima volatilità e grandi cambiamenti al suo interno. Modifiche in realtà già in atto da tempo; la società infatti invita a non ragionare in termini di settori tradizionali ma di aprirsi a sfere sociali, ambientali, improntate all’hi-tech.

In secondo luogo occorre prestare attenzione alla BCE; finito il Quantitative Easing, la Banca potrebbe attuare il Tltro (Targeted long term rifinancing operation), il che significa allontanare ancora una totale normalizzazione della politca monetaria.

Stringiamo ancora il campo e arriviamo in Italia: il Bel Paese potrebbe, secondo Axe, essere una “mina vagante” all’interno del’eurozona, con il debito pubblico in crescendo e una legge finanziaria assai contestata a Bruxelles.

Il gap dei tassi reali di USA ed Europa appare inoltre destinato a rimanere profondo. Dati che ricaviamo dall’inflazione, quindi non dimentichiamo di osservare sempre questo indicatore. I Bund decennali, verosimilmente, non dovrebbero crescere troppo dagli attuali minimi.

Infine, si prevede un rafforzamento per il cross valutario EUR/USD. Axa dichiara un fair value a 1,30, corrispondente ad un incremento di oltre il 10% dai livelli attuali.

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