L’Arabia Saudita bloccherà la Crescita dei Prezzi del Petrolio

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Gli Stati Uniti hanno detto che non estenderanno le sanzioni per gli otto paesi che importano greggio dall’Iran, Italia inclusa. La mossa potrebbe togliere dal mercato circa 1,1 milioni di barili al giorno.

Anche se Rystad Energy. con sede a Oslo, ha anticipato un ulteriore inasprimento delle sanzioni, i dettagli hanno portato a rivedere al ribasso le previsioni per la produzione di greggio iraniano. Secondo l’azienda norvegese, la produzione di greggio scenderà a 2,27 milioni di barili nel corso della seconda metà del 2019, raggiungendo tale livello entro luglio di quest’anno, il che equivale a un calo di 0,43 milioni di barili al giorno.

Approfondimenti: previsioni petrolio 2019

L’effetto netto sul mercato petrolifero sarà rialzista, con una previsione delle quotazioni al rialzo, in quanto sul mercato ci saranno meno barili di petrolio (che, di conseguenza, costeranno di più).

Tuttavia, l’Arabia Saudita e molti dei suoi alleati hanno delle riserve di greggio un numero maggiore di barili rispetto a quelli che andrebbero persi a causa del blocco delle esportazioni iraniane, il che dovrebbe limitare l’impatto crescente sui prezzi del greggio.

Sempre secondo le Rystad Energy, l’India dovrebbe smettere ci acquistare petrolio iraniano a partire da maggio 2019, mentre Cina e Turchia dovrebbero continuare a servirsene, il che limiterà il calo delle esportazioni.

L’Arabia Saudita, la Russia, gli Emirati Arabi Uniti e l’Iraq non avranno problemi a sostituire il petrolio dell’Iran in termini di qualità. In maniera particolare, l’Arabia Saudita dovrebbe immettere sul mercato un greggio di qualità simile a quello del petrolio iraniano.

L'Arabia Saudita bloccherà la Crescita dei Prezzi del Petrolio

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