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Petrolio, prezzo in rialzo: il Brent supera gli 80$

Il meccanismo domanda-offerta relativo al petrolio ha innescato un rally dell’oro nero che nella giornata di oggi ha fatto schizzare il Brent oltre gli 80$ al barile, e il WTI sopra i 72$.

Ma cosa sta succedendo? Le scorte di petrolio si sono ridotte a 394,1 milioni di barili; un’esiguità che non si vedeva dal 2015. In tutto ciò la domanda sale, in un contesto nel quale occorrerà tenere conto delle imminenti sanzioni USA all’Iran.

Si aggiungano a ciò la riduzione della produzione da parte del Venezuela e la politica economica dell’Arabia Saudita, cui non gioverebbe di certo un ridimensionamento dei prezzi del greggio. Insomma, non ci sono aumenti delle esportazioni da nessun fronte.

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Ieri l’OPEC si è riunito in Algeria, ma nonostante la comunione di intenti rispetto la necessità di compensare la riduzione dell’export di Theran, non si è trovato alcun accordo circa il come. Il punto focale rimane il prezzo del petrolio al barile, che secondo i Paesi partecipanti non dovrebbe superare gli 80$.

Tensioni anche con il Presidente degli USA Trump, che ha twittato minaccioso: “Il monopolio OPEC deve abbassare i prezzi ora! Noi proteggiamo i paesi del Medio Oriente. Loro non sarebbero al sicuro senza di noi, eppure continuano a spingere i prezzi del petrolio verso l’alto. Ce ne ricorderemo”.

Prezzo petrolio, fin dove si spingerà la quotazione?

L’OPEC appare ancora fortemente indecisa sulla futura strategia per supplire le carenze di petrolio e soddisfare la crescente domanda. L’unica dato sicuro è che non ci sarà alcun aumento della produzione, linea su cui da molti mesi spinge invece Trump.

L’incertezza sembra dominare anche il sentimentum degli investitori, e tutto ciò potrebbe continuare a mantenere il rally dell’oro nero. Si parlerebbe dunque di rialzo almeno per le prossime settimane.

Il problema che potrebbe causare alta volatilità si verificherà quando entreranno in vigore le sanzioni all’Iran. I principali Paesi produttori potrebbero aumentare la loro produzione, ma secondo  J.P. Morgan la perdita potrebbe in tutti i casi consistere 1,5 milioni di barili al giorno.

Proprio per questa ragione, secondo Bank of America, il Brent non dovrebbe superare i 70$ durante l’ultimo trimestre del 2018. A preoccupare sarebbe il 2019, per il quale si parla di addirittura 100$.

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