Edizione di giovedì 16 agosto 2018 | Home - Redazione - Note legali - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy - Contatti - Pubblicità su tradinglabs.it

Petrolio in rialzo: le ultime previsioni

Il petrolio è il motore dei mercati finanziari, e per questo deve essere sempre tenuto sott’occhio da chiunque abbia in mente qualunque tipo di investimento. I due tipi di petrolio più importanti sono il WTI, estratto per lo più in Texas, e il Brent, che si ricava dal Mare del Nord.

Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio sta continuando a salire: nel momento in cui si scrive il WTI costa $51.87 al barile, mentre il Brent 57,82$, nonostante le previsioni degli analisti che avevano disegnato uno scenario “lower for longer”, cioè ribassista sul lungo periodo.

Motore di questo rialzo è la questione del Kurdistan: il 25 settembre infatti la regione ha votato per l’indipendenza dall’Iraq, per il cui il 93% della popolazione si è schierato a favore. Ma il Kurdistan è anche l’area irachena più ricca di idrocarburi, e per reazione le forze dell’Iraq hanno preso il controllo di Kirkuk e distrutto le sedi della North Oil Company.

Questi rischi geopolitici hanno determinato quindi una corsa all’oro nero, legata al timore che l’offerta di questa materia prima possa crollare in vista di una possibile guerra civile in Medio Oriente.

Alla luce di questi nuovi e drammatici fatti, le previsioni si dividono. Secondo alcuni analisti non possiamo ancora dirci pienamente fuori dal pericolo del trend ribassista. Da un’indagine di Deloitte Services è infatti emerso che i due terzi dei 250 executive del petrolio intervistati sostengono che il prezzo per il greggio non supererà la soglia dei 60$ almeno per tutto il prossimo anno. Per vedere vicino l’obiettivo si dovrà attendere almeno la fine del 2019.

Di opinione concorde è il Presidente della Facts Global Energy, Jeff Brown. Le scorte mondiali di petrolio sono ancora molto abbondanti, quindi non sarebbe razionale immaginare una riduzione di forte impatto per l’economia mondiale, per lo meno non entro i prossimi due anni. Per tale ragione sarebbe secondo Brown impensabile un significativo rally del petrolio.

Vero che, secondo quanto comunicato dall’ Energy Information Administration (EIA) le scorte di barili dell’OCSE sono ancora molto ampie, ma il Dipartimento non ha mancato di sottolineare che le le riserve di benzine e distillati stanno diminuendo oltre il previsto.