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Previsioni oro 2018: è ancora un bene rifugio?

Tra guerre commerciali internazionali e, nel nostro Paese, le burrasche sul governo, non si può negare che i mercati si trovino al momento in una fase ribassista. Come sempre accade in questi casi, gli investitori si fiondano sui tradizionali beni rifugio. Abbiamo infatti assistito ad un notevole apprezzamento dello yen e del dollaro statunitense, un po’ meno per i titoli di stato, mentre l’oro non ha risposto.

Lo stallo in effetti non è inaspettato; il metallo giallo è infatti legato al dollaro da una relazione inversa, e se il secondo sale il primo scende. Di norma, gli investitori si affidano all’oro solo in caso di “pericolo estremo” (vedi il rally della commodity durante la crisi economica tra il 2007 e il 2009).

In sostanza, sembra che i mercati non reputino il periodo particolarmente negativo. Tuttavia l’autunno potrebbe prevedere tre momenti cruciali capaci di ribassare i mercati. L’approvazione della legge di bilancio, l’inasprirsi delle tensioni USA-Cina e USA-Turchia e la strategia della Banca del Giappone sul controllo della curva dei rendimenti potrebbero determinare una corsa all’oro.

Le previsioni degli analisti

Secondo Bank of America il dollaro vedrà nuovi rialzi che però non avranno impatto sul prezzo dell’oro; a sostenerlo saranno le incertezze commerciali e l’aumento dell’inflazione, che verosimilmente attireranno investitori sul metallo. La previsione è infatti rialzista; l’oro potrebbe chiudere l’anno a 1.400$ l’oncia, a fronte dei 1.186$ (prezzo al momento della scrittura).

Sulla stessa scia si colloca Bart Melek, global head of commodity strategy di TD Securities, che però preannuncia un ultimo trimestre del 2018 negativo per il dollaro: “Più andremo avanti e più ci saranno sempre meno ragioni per buttarsi sul dollaro USA“.

Per gli esperti di Citi i rischi geopolitici e le crisi macroeconomiche diventeranno, entro il 2020, “ordinaria amministrazione”. L’oro, quindi, vedrà aumenti di prezzo durante il prossimo biennio, seppur gli analisti del gruppo siano più prudento; si parla di 1.355$ entro fine anno, mentre per i 1.400$ si dovrà aspettare il 2019.

La multinazionale ha comunque invitato alla cautela nei prossimi mesi, in vista dei rialzi dei tassi da parte della FED. Non sono infatti esclusi ribassi dell’oro, ma in tutti i casi lo scenario peggiore è quello dei 1.168$.

Trovi qui qualche suggerimento su come fare trading sull’oro.