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Previsioni Petrolio Marzo 2019: Analisi Quotazione e Prezzi

Previsioni Petrolio Marzo 2019: Analisi Quotazione e Prezzi

Oggi il prezzo del petrolio si trova a $65.35 per barile, essendosi mosso entro un massimo di 67.70 e un minimo di 64.34 più di recente.

L’oro nero ha chiuso il 1° Marzo a 64.88 dollari, confermando di essere la rottura inferiore di un pattern in salita. In maniera semplice, il rally che è partito il 26 dicembre da un valore di 50.29 dollari è terminato e gli orsi hanno guadagnato nuovamente il controllo del mercato.

A validare la situazione attuale della quotazione del greggio è la media mobile a 5 e 10 giorni, oltre al fatto che il MACD è sceso al di sotto del valore di zero per la prima volta dal 24 dicembre.

In aggiunta, l’RSI a 1 e 4 ore sono “bearish” (dunque, spingono verso un calo) e la rottura della figura “flag” (bandiera) indica una possibile continuazione delle vendite iniziate il 1° marzo e partite da 67.12 dollari.

Come risultato, il Brent potrebbe scendere presto al di sotto di 64.34 dollari, fino ad arrivare a 60.62 (valore minimo toccato il 7 febbraio).

Come fare trading nella situazione attuale

Considerando i prezzi attuali del greggio e le previsioni a breve e medio termine, si può fare trading con i CFD (Contratti per Differenza) e “sfruttare” le previsioni di mercato degli esperti.

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Previsioni petrolio: perché i prezzi sono scesi

Il prezzo del petrolio ha frenato dopo il rimbalzo del periodo natalizio. Avevamo già visto in precedenza un brusco crollo dell’oro nero a metà mese, dunque l’allarme volatilità non sembra essere passato. Al momento della scrittura il Brent è quotato a 53,46$ il barile mentre il WTI a 45,42$.

A far crollare i prezzi sono state molteplici ragioni, tra cui le nuove stime dell’OPAC circa domanda e offerta nel prossimo anno. Protagonista indiscussa è tuttavia la produzione made in USA, che unita ad un dollaro forte e alle tensioni commerciali ha fatto sì che il petrolio fosse altalenante per tutto il 2019; senza dimenticare le sanzioni all’Iran, uno dei principali paesi esportatori di greggio.

Insomma gli analisti hanno avuto (e hanno) un bel da fare nel districarsi tra gli alti e bassi della commodity, tanto che neppure ora, in chiusura d’anno, si è arrivati ad una previsione unanime.

Prezzi petrolio 2019: le previsioni degli esperti

UP

Secondo UP verosimilmente il petrolio non dovrebbe subire alcun rally; il prezzo potrebbe oscillare tra i 65 e i 75$ per tutto il 2019. Nessuna sorpresa neppure al ribasso, per lo meno sul lungo periodo. In sostanza, gli esperti di UP prevedono una stabilizzazione dei prezzi, soprattutto perché le compagnie petrolifere hanno abbandonato i progetti a lungo termine capaci di far salire il costo. Diverso il discorso a breve termine: chi desidera investire con i CFD su archi temporali ridotti potrebbe trovare buone opportunità di guadagno.

Bank of America

BoA risulta invece ottimista circa le future performance del petrolio; soprattutto i tagli alla produzione potrebbero essere causa di un aumento dei prezzi, determinato dalla crescente domanda globale. In una nota si legge che ” la riduzione condurrà ad un mercato petrolifero relativamente bilanciato e spingerà il Brent e il Wti rispettivamente sulle nostre medie attese di $70 e $59 al barile”. 

Morgan Stanley

All’estremo opposto si colloca invece Morgan Stanley, che ha corretto le sue precedenti previsioni al ribasso; da circa 78$ al barile si è passati ai 68$. Nonostante i tagli alla produzione dell’OPEC, secondo gli analisti mancheranno spunti significativi al rialzo per tutto il 2019. La banca d’affari ha aggiunto che nel primo trimestre del nuovo anno il petrolio non raggiungerà i livelli di ottobre 2018.

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