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Prezzi Petrolio 2017: siamo pronti a un’inversione di tendenza?

Prezzi Petrolio 2017: siamo pronti a un'inversione di tendenza?
Prezzi Petrolio 2017: siamo pronti a un'inversione di tendenza?

Gli investitori erano in attesa di un segnale forte da parte del mercato e dell’Opec, soprattutto, per poter scommettere ancora una volta sul rialzo dei prezzi del greggio. Purtroppo, il segnale non è ancora arrivato e le quotazioni del petrolio si trovano decisamente al di sotto delle attese di qualche tempo fa, in ribasso di oltre il 20% nel corso del primo semestre 2017 (si tratta della performance peggiore da vent’anni).

Nonostante questo, le ultime novità in arrivo dal mercato potrebbero spingere al rialzo le quotazioni.

Prezzo petrolio 2017, pronti a un rally

Gli analisti credono che potremmo essere vicini ad un rally nel prezzo del greggio in virtù del fatto che nei prossimi giorni potrebbe esserci un ciclo di ricopertura da parte dei vari fondi di investimento, che si trovano oggi su delle posizioni molto al ribasso.

Significa che la prima notizia “incoraggiante” in arrivo dal mercato potrebbe portare la maggior parte degli investitori ad acquistare petrolio. Considerando la mole di denaro che arriverebbe sui mercati in questo caso, è facile vedere un incremento dei prezzi del petrolio.

In maniera particolare sul Brent, i fondi hanno accumulato tante posizioni “short”, si parla dell’equivalente di circa 169 milioni di barili, il massimo dal 2011 (anno di inizio pubblicazione dei dati). Se si somma tutto il comparto del greggio, ovvero Brent, WTI, Gasolio da riscaldamento e Benzina, le posizioni “short” sono un totale di 480 milioni di barili, livello che si può paragonare solo al mese di gennaio 2016, quando il prezzo del greggio era ai minimi storici.

Previsioni petrolio 2017

In considerazione di questo, c’è spazio per un’inversione di tendenza nei prezzi del greggio, cosa che potrebbe arrivare anche in maniera molto brusca, per cui è consigliato tenere d’occhio il mercato.

Ci sono rischi?

Ovviamente qualche rischio c’è sempre, ma sembra che il vento abbia cominciato a soffiare in favore del greggio. Il petrolio si è infatti apprezzato per ben 5 sedute di seguito, in salita del 7% dallo scorso 21 giugno. Il prezzo del greggio estratto nel Mare del Nord ha chiuso ieri a 47,31 $ al barile, mentre il benchmark americano era a 44,74 $.

A favorire il rialzo anche il rallentamento della produzione americana.