Continuano i rialzi per le quotazioni del petrolio. Oggi il greggio è arrivato ai massimi da 3 anni, in seguito ad un calo del dollaro e dopo che è stato registrato un calo delle scorte negli USA.La correlazione tra dollaro e petrolio, lo sappiamo, è negativa (quanto uno aumenta, l’altro diminuisce), e questo, aggiunto al calo delle scorte (che rendono il greggio più “raro”), giustificano la salita a livelli di oltre 70 dollari al barile.

Petrolio ad oltre 70 dollari al barile, prezzi in rialzo

Alle ore 12:30 italiane, il Brent ha fatto segnare un prezzo di 70,86 dollari al barile, in aumento dello 0,47% e arrivando ai livelli che erano stati toccati l’ultima volta a dicembre 2014; il WTI, invece, si trova a 66,09 dollari, in rialzo dello 0,73%. (Quotazioni petrolio in tempo reale)

La spinta fornita dal greggio, dà forza anche alle azioni del settore petrolifero, in maniera particolare Eni sale dello 0,47% e arriva a 14,98 euro, Tenaris sale dello 0,28% e arriva a 14,41 euro, mentre Saipem sale dello 0,34% per arrivare a 4,13 euro. Salita anche per Saras ed Erg, rispettivamente +0,1% e +0,06%.

Secondo un’analisi che è stata condotta da MedioBanca, sembra che il calo di 1,1 milioni di barili che è stato registrato nella settimana conclusasi lo scorso 19 gennaio sia in linea con le attese degli analisti, e fa segnare il 10° calo settimanale di seguito.

Tenendo presente gli andamenti delle ultime giornate, e ciò che ci aspetta nel breve periodo, secondo le previsioni i prezzi del petrolio potrebbero subire uno stop in virtù del fatto che le riserve dovrebbero cominciare a crescere nuovamente tra il primo e il secondo trimestre 2018 (benché si prevedevano dei tagli).

Anche il prezzo delle azioni del greggio potrebbe subire una correzione legata a quella che si potrebbe vedere sul prezzo dell’oro nero.