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Prezzo metalli in rialzo: dove conviene investire?

Oltre all’incremento del prezzo del petrolio che abbiamo visto ieri, queste giornate sono particolarmente positive anche per i metalli. Anzi, sono proprio questi ultimi ad essere alla testa del comparto materie prime. In particolare si è registrato un aumento non indifferente del volume di scambi, segno che il mercato è ben attivo e supporta la propensione al rischio. Questi dati mostrano insomma una tendenza rialzista, già notata poco meno di un mese fa a proposito del rialzo dell’oro verso i 1.350$.

Non tutti i metalli si stanno però comportando allo stesso modo; prendiamo come esempio il London Metal Exchange, ma le stesse proporzioni sono ravvisabili sui principali mercati finanziari. Il su citato oro, ad esempio, è rimasto praticamente invariato, mentre l’argento segna “solo” un +0,2%. Quest’ultimo si configura comunque l’investimento metallifero migliore per chi ha un profilo di tolleranza al rischio bassa e cerca solidità.

Stessa percentuale per il palladio, mentre un balzo più grosso viene dal platino, che mostra al momento un +0,8%. Insomma, sembra che le migliori opportunità di trading vengano, in questo periodo, dai metalli meno pregiati.

Opportunità di guadagno da nichel e alluminio

Le performance migliori sono state registrate da rame, zinco, stagno e piombo. Veri re indiscussi delle materie prime sembrano però essere il nichel e l’alluminio. Nelle principali borse hanno guadagnato tra il 2 e il 3%, ma è soprattutto la borsa di Shanghai che conviene tenere d’occhio.

In Cina infatti sono piuttosto consistenti le attese circa gli aumenti di prezzo dei metalli, incoraggiati  dalle forti vendite al dettaglio e il taglio a sorpresa della banca centrale cinese nei requisiti del coefficiente di riserva bancaria. Questi due elementi hanno stimolato la domanda e, di conseguenza, gonfiato i prezzi.

Attenzione però alla volatilità, che potrebbe causare oscillazioni di prezzo, soprattutto nei periodi di presa di profitto.

Riteniamo tuttavia che i recenti dati economici di Cina e Stati Uniti, e l’alleggerimento, soprattutto, delle tensioni commerciali tra i due colossi, possano determinare un trend rialzista sul medio e lungo periodo. Sembra, infatti, che l’economia globale goda attualmente di uno stato di “sana e robusta costituzione”, il che potrebbe portare ad investimenti che guardano un po’ più in là.