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Prezzo petrolio sopra gli 80$: possibili cali di produzione

Il prezzo del petrolio continua a salire, e ancora una volta ad essere determinanti sono le tensioni tra USA e Iran che, ricordiamo, sono sfociate nel ritiro della potenza di Trump dagli accordi nucleari. Al momento della scrittura, il costo del Brent ha superato gli 80$ al barile, mentre il WTI è a quota 71$.

Il mercato sta infatti reagendo alle preoccupazioni per la situazione economica e politica tra i due Stati; cresce la convinzione che la “punizione” all’Iran possa avere come effetto una cancellazione drastica delle esportazioni di greggio. Meno offerta, sappiamo bene, significa impennata dei prezzi.

Insomma, il petrolio sta diventando troppo costoso, e questo potrebbe causare una contrazione dei consumi, cui si accompagnerebbe a breve un calo della domanda. Dall’eccesso di greggio si rischia però di cadere nel suo opposto, dal momento che la situazione critica da un lato, e i tagli OPEC dall’alto, potrebbero portare ad una carenza d’offerta.

Ancora nulla di certo riguardo i dati quantitativi dell’ipotetico calo di esportazioni. Alcuni analisti hanno affermato che le sanzioni potrebbero tirare fuori dal mercato circa un milione di barili al giorno di petrolio iraniano, altri sostengono invece che il decremento sarebbe limitato a meno di 500.000 barili al giorno. In tutti i casi, un impatto considerevole.

Previsioni petrolio: dove arriverà la quotazione?

Le performance del greggio sembrano confermare la tendenza rialzista che la commodity, al netto di momenti ribassisti legati al surplus di produzione USA e ai tassi di interesse della FED, sta attraversando da due anni.

Un trend di lungo periodo su cui è doveroso chiedersi dove arriverà la quotazione e se siamo o meno vicini ad un’inversione. In realtà dall’analisi tecnica non emergono ancora dati che confermino un turning point, e dunque strategie di trading auspicabili rimangono, al momento, su posizioni long. In quest’orizzonte temporale possiamo collocare un supporto in area 70, e resistenza a 87,94. Uno stop loss è consigliabile in area 72, livello che segnalerebbe un movimento del mercato teso verso l’ex resistenza di 70.

Strategie short non sembrano nell’attualità essere supportate da alcun indicatore; potrebbero essere adottate, al più, a fini speculativi sul breve periodo. In tal caso il nostro supporto sarebbe collocato sul livello 77,43 e la resistenza a 81,60.