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Prezzo petrolio in calo, probabile inversione di tendenza?

Periodo molto caldo per il petrolio, che avevamo lasciato a fine settembre oltre gli 80$ al barile (trovi qui un quadro sulle previsioni in un ottica rialzista). L’avanzata del greggio era sospinta da un lato dai prossimi blocchi dell’Iran (ricordiamo che le sanzioni partiranno in via ufficiale dal 4 novembre), dall’altro il decremento della produzione da parte del Venezuela.

Oggi però l’oro nero ha iniziato una discesa; al momento della scrittura il WTI è a circa 66$, mentre il Brent a 76$.

Motivo del ridimensionamento è stato la dichiarazione dell’Arabia Saudita circa la possibilità di aumentare la produzione; ciò, è doveroso ricordarlo, nonostante il Paese si trovi sempre più isolato dai mercati internazionali.

Il ministro dell’Energia Khalid al-Falih ha infatti dichiarato che l’Arabia giocherà un ruolo “costruttivo e responsabile”, supplendo quindi all’export in netto calo da altri storici produttori di petrolio.

L’offerta della commodity verrà ampliata anche dagli USA. Secondo le stime dell’EIA (Energy Information Administration), la Federazione dovrebbe aumentare l’output il prossimo mese di circa 98mila barili al giorno. Il livello quotidiano totale è da record: 7,71 milioni di barili.

Tutto ciò dovrebbe contribuire ad allentare la pressione sul prezzo del petrolio, allontanandolo dai picchi degli ultimi mesi.

Previsioni petrolio: possibili quotazioni

Questa settimana la maggior parte degli analisti concorda nel suggerire una strategia ribassista; in questo caso è possibile entrare short con chiusure al di sotto dei 69$, non dimenticando uno stop loss protettivo nel caso di rimbalzo sopra i 70$. Dalle quotazioni al momento della scrittura, che abbiamo riportato in apertura, siamo dunque nel pieno di questi livelli.

Ma come agire nel caso in cui dovessimo avere avvisaglie di rialzi stabili? Esattamente al contrario, ossia stop loss sotto i 69$ e posizioni long sopra i 70$, da mantenere nel caso di chiusure oraria/giornaliera sopra i 71$.

In realtà a breve termine, essendo rotto il livello dei 68$ da diversi giorni, sembra che il mercato sia ben collocato nel range ribassista. Aspettiamo il fatidico 4 novembre per ricalibrare analisi e previsioni a medio e lungo termine.

Non mancano tuttavia gli analisti secondo cui il petrolio si troverebbe oggi in una fase laterale di consolidamento, e che vedono quindi la materia prima ancora in tendenza positiva.