Prezzo petrolio crolla sotto i 50$, causa eccesso di produzione

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Nella giornata di oggi il prezzo del petrolio si è abbassato bruscamente, perdendo oltre il 2%. Al momento della scrittura il Brent è scambiato per 59,89$ e il WTI per 50,34$.

Causa di ciò sarebbe un eccesso di offerta da parte degli Stati Uniti; la produzione, sempre in crescendo, ha intimorito gli investitori circa le prospettive di  crescita economica globale e la domanda futura di oro nero. 

I futures sul greggio sono scesi dopo la notizia che a Cushing, importante centro di stoccaggio dell’Oklahoma, la produzione è stata incrementata di oltre un milione di barili nei giorni tra l’11 e il 14 dicembre.

Conferma di ciò viene da Phil Flynn, analista presso Price Futures Group a Chicago, che ha dichiarato: “Il numero di Cushing è arrivato più in alto del previsto … sta sicuramente indicando la preoccupazione che c’è più offerta e la domanda si sta indebolendo“.

I paesi dell’OPEC e gli alleati hanno però concordato per una riduzione della produzione di circa 1,2 milioni di barili al giorno a partire da gennaio 2019. L’accordo sarebbe da rivedersi, ed eventualmente correggere, il successivo aprile.

Tuttavia non pochi investitori dubitano dell’effettiva messa in atto di questo programma, o meglio, della sua efficacia. Rimane infatti il pericolo USA, che sta ritagliandosi sempre più quote di mercato rendendo difficile le operazioni di conteggio e bilanciamento dell’OPEC.

Previsioni petrolio: che prezzo raggiungerà?

Il petrolio potrebbe rimbalzare sostenuto dal già citato accordo OPEC, che potrebbe verosimilmente avere un impatto positivo sugli investitori seppur “in ritardo”. Contribuisce alla visione rialzista anche la decisione del Canada di scemare la produzione, nonché dal sequestro del grande sito libico (con conseguente freno all’export).

Per il 2019 l’EIA (Energy Information Administration) prevede una crescita della domanda di 1,2 milioni di barili al giorno; dall’altro lato, però, incombono i dubbi in merito all’economia internazionale, soprattutto per le politiche tra USA e i suoi partner (soprattutto la Cina).

Rimanendo in tempi più vicini, e prendendo come riferimento il WTI, gli esperti suggeriscono di guardare con attenzione il livello di 51,37$. Chiusure orarie inferiori sono favorevoli all’apertura di strategie short, se superiori, invece, è preferibile aprire long.

Si tenga infine d’occhio la FED, i tassi di interesse e dunque il dollaro: se dovesse apprezzarsi, il petrolio scenderebbe, e viceversa.

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