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Prezzo petrolio in rialzo: alert volatilità

Le quotazioni del petrolio tornano a risalire dopo aver visto prezzi al ribasso nelle scorse settimane. Dai 55$ di minimo l’oro nero ha toccato oggi i 58$, e sembrerebbe trattarsi della ripresa del trend rialzista che ha caratterizzato questo 2017.

Occorre tuttavia prestare un po’ di attezione ai prossimi 10 giorni. Il 30 novembre è infatti previsto un meeting dell’Opec a Vienna, riunione che sarà essenziale per il destino del petrolio e di tutti gli investitori in questo asset. A marzo 2018 scade infatti il programma di tagli alla produzione, e si dovrà decidere se estenderlo o lasciarlo così cadere. Tutto fa supporre che il piano di regolamentazione possa essere esteso, dal momento che le produzioni fuori controllo di shale oil da parte degli USA hanno fatto aumentare l’offerta e dunque abbassare i prezzi del greggio.

Da tenere in considerazione anche la Russia, che sebbene non sia membro dell’Opec ne è coinvolta in quanto grande produttrice su scala mondiale. La posizione del Cremlino appare incerta. Lo scorso ottobre la Russia si era dichiarata a favore dei tagli e intenzionata a rivolgersi verso fonti di energia più sostenibili, salvo poi ritrattare parzialmente perché i tagli Opac le procurerebbero di certo non pochi guadagni.

Quotazioni petriolo: le previsioni

Secondo Jim O’ Neill, ex presidente della Goldman Sachs Asset Management e consigliere economico del Tesoro, entro i prossimi 12 mesi il prezzo del petrolio arriverà a 80$. A supporto di questa teoria l’economista sottolinea che l’economia mondiale sta crescendo al ritmo del 4% e più: la maggior parte dei Paesi ricchi si stanno espandendo rapidamente, e di certo il passaggio dal petrolio ad altre fonti auspicato dall’Opec non può avvenire in poco tempo. La domanda sarà quindi sempre più forte, con conseguente aumento dei prezzi dell’oro nero.

Secondo altri analisti però la corsa al rialzo del Brent non è affatto scontata. Novembre, come già spiegato, è stato un mese di grande volatilità che non può essere ignorato. Il recupero di questi giorni sarebbe, secondo quest’ottica, il normale esito fisiologico dei movimenti dell’asset. Il contesto è comunque già cambiato, e anche in vista del meeting Opec non è più roseo e positivo come quello del periodo giugno-ottobre.