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Prezzo petrolio vola in rialzo: pesano le tensioni USA-Iran

L’apertura della settimana sta vedendo come protagonista indiscusso il petrolio, che è balzato in avanti guadagnando diversi punti percentuali. Al momento della scrittura il WTI è stabilmente sopra i 70$ al barile, mentre il Brent si è collocato a 75,5$ circa.

A pesare è l’attesa  del verdetto di Trump sull’accordo nucleare iraniano del 2015. Il rialzo dell’oro nero mostra come gli investitori temano il peggio. Tale accordo aveva revocato le sanzioni internazionali contro l’Iran, che da parte sua si era impegnato alla riduzione del trattamento dell’uranio.

Il 12 maggio il Presidente degli Stati Uniti prenderà la sua decisione sul Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), già da mesi definito come “il peggior affare di sempre”, ossia se concedere a Theran una proroga oppure reintrodurre le sanzioni.

Il tutto in uno scenario in cui il Presidente dell’Iran, Hassan Rohani assicura che il Paese ha tenuto fede ai suoi obblighi.

Vista l’incidenza mondiale di questo duro attrito, cosa possiamo aspettarci per il petrolio? Del resto ricordiamo che l’Iran è uno dei maggiori produttori di greggio, e se venissero reintrodotte delle sanzioni la conseguenza sarebbe una riduzione delle forniture globali di petrolio di circa 800.000 barili al giorno.

Previsioni petrolio: come reagirà l’oro nero?

Come accennato, una risposta più stabile da parte dei mercati verrà data il prossimo 12 maggio, in seguito alle dichiarazioni di Trump.

Va tuttavia considerato che, anche in caso di proroga del deal, questa quota di 70$ costituisce una resistenza psicologica molto forte. È pertanto improbabile ipotizzare uno schianto al suolo del petrolio nel futuro immediato. Al contrario, il rally potrebbe continuare facendo guadagnare all’oro nero qualche punto percentuale sia nel caso di ritiro degli USA dal Jcpoa, sia nel caso di reintroduzione delle sanzioni.

Sul medio periodo, sostiene Claudio Descalzi, CEO di Eni, il petrolio “potrebbe assestarsi a 65-70 dollari al barile di media quest’anno”, anche se alcuni analisti “ipotizzano una quotazione pari a 80 dollari”

Per quanto riguarda previsioni più lunghe, trovi qui un’analisi più approfondita per il 2018, forgiata soprattutto in base alle politiche OPEC. Decisioni che, ricordiamo, oltre alle contingenze geopolitiche rimangono punto di riferimento imprescindibile per orientare una efficace strategia di trading sul petrolio.