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Prezzo petrolio, tagli per tutto il 2018

Il prezzo del petrolio torna a risalire: dopo un novembre all’insegna della volatilità, l’oro nero subisce positivamente le decisioni prese durante l’incontro dell’OPEC a Vienna.

L’accordo del 30 novembre 2016, che prevedeva tagli alla produzione del petrolio, è stato prolungato anche per il 2018. Nel momento in cui si scrive, il Brent viaggia 63,13$ al barile.

Un rally “moderato”, probabilmente dovuto al fatto che suddetto accordo è al momento una notizia trapelata e gli investitori attendono dati con maggiore ufficialità.

L’estensione decisa dall’OPEC ha però un margine di modifica: l’organizzazione si riserva infatti la possibilità di apportare cambiamenti in corso d’opera durante il prossimo meeting, che si terrà a giugno.

Via di fuga aperta soprattutto per la questione russa; il Cremlino si era infatti più volte dichiarato contrario all’estensione dei tagli, che porterebbero solo ad un aumento della produzione di shale oil made in USA con annesso boom di export e aumento dei prezzi al barile.

Rimane un punto interrogativo anche per Libia e Nigeria, che si sono impegnate a non produrre più di quanto fatto nel 2017, ma non hanno parlato di tagli.

Quotazioni petrolio: quali previsioni?

Guardando i grafici relativi all’andamento del petrolio, l’accordo pare aver funzionato: ridurre l’eccesso di offerta sembra abbia stabilizzato il prezzo del petrolio attorno ai 63$ e ridotto quindi la probabilità dell’effetto sorpresa tanto nell’offerta quanto nel prelievo di scorte.

A supportare questa teoria è  Kiyoshi Homma, direttore della raffineria nipponica Idemitsu Kosan, “i prezzi del petrolio oscilleranno probabilmente intorno ai livelli attuali fino a giugno“.

Quella che manca però è una strategia internazionale a lungo termine; nei prossimi sei mesi il greggio non dovrebbe essere sottoposto alla volatilità delle ultime due settimane, ma da giugno in poi occorrerrà confrontarsi, prima di investire, con eventuali modifiche dell’OPEC. Una volta stabilizzatosi il meccanismo di domanda-produzione potrebbe non essere più necessario perseguire la politica dei tagli, che però si trasformerebbe nuovamente in un surplus delle scorte di petrolio.

Secondo l’IEA (International Energy Agency) nel 2018, nonostante lo stop alla produzione, l’offerta continuerà ad eccedere la domanda, motivo per cui non dobbiamo aspettarci un prosieguo del rally in salita, per lo meno non su posizioni long.