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Prezzo petrolio verso i 90$ al barile? Il parere degli analisti

Il salto al rialzo del petrolio, dopo un periodo di forti ribassi, sembra proseguire con decisione. I ministri del petrolio del Medio Oriente hanno però dichiarato che non credono che i prezzi dell’oro nero sarebbero risaliti sopra gli 80$ al barile in così poco tempo.

Secondo i diversi esperti, il petrolio potrebbe tuttavia arrivare a quota 90$ già entro novembre. Inoltre i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente a causa delle imminenti sanzioni di Trump sull’industria petrolifera iraniana. E sarebbe l’Arabia Saudita a compensare la penuria di rifornimenti da Teheran dal post sanzioni in poi. 

Forte sostenitore di questa tesi è Amrita Sen, capo analista petrolifero di Energy Aspect. Le potenziali perturbazioni che minacciano le capacità produttive dei Paesi esportatori potrebbero infatti condurre ad un’impennata dei prezzi.

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L’analista ha dichiarato  che “La cosa fondamentale è che in Venezuela (la produzione) continua a scendere, l’Iran sta finalmente crollando e abbiamo avuto un grosso disallineamento temporale – l’OPEC ha aumentato la produzione troppo presto, ora l’Iran sta calando e il mercato si sta davvero stringendo molto velocemente”.

Rimarrebbe, secondo Sen, una capacità a breve termine di 300.000 barili al giorno. Coi principali Paesi produttori, che sono già al massimo di estrazione, il mercato sentirà a breve la mancanza dell’oro nero e i prezzi potrebbero subire un fortissimo rialzo.

Quotazione petrolio: fin dove arriverà?

Ad oggi le quotazioni vanno dai 78,07 del Brent ai 70,21 del Wti circa. Non solo secondo Sen, ma anche secondo John Kilduff, partner fondatore di Again Capital, il quale paventa addirittura un prezzo di 95$ entro pochi mesi.  La commodity potrebbe rompere i 75$ già tra poche settimane.

Intanto i raffinatori e le industrie stanno cercando rapidamente alternative alle forniture iraniane. Ricordiamo infatti che gli USA sono in una fase di forte espansione, e necessitano di fonti di energia in misura crescente. Si consideri anche la disoccupazione ai minimi storici, il che significa più spostamento e dunque più benzina.

Insomma, in questo scenario molto probabilmente Wall Street si sta preparando ad uno scenario rialzista per il greggio. Gli hedge fund sono long sul mercato e probabilmente incrementeranno le loro posizioni.

Attenzione però alla tempesta tropicale Gordon che minaccia il Golfo del Messico e potrebbe interrompere la produzione su due piattaforme petrolifere.