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Aston Martin pronta allo sbarco in Borsa: probabile debutto a ottobre

Aston Martin, l’iconica casa automobilistica britannica, approderà alla Borsa di Londra il prossimo ottobre. Novità concomitante riguarda la nuova presidenza; dopo decenni di monopolio maschile, per la prima volta è stata scelta una donna per guidare l’azienda. Si tratta di Penny Hughes, già manager in Coca-Cola e Vodafone.

La neo-presidente punta ad una produzione di 6.400 veicoli l’anno nel medio termine, con un margine del 23%. Già dal 2020 il target potrebbe ulteriormente aumentare nel tentativo di raggiungere i livelli della concorrente Ferrari, che ad oggi si aggira a circa 9.800 auto l’anno.

Un programma serrato e ambizioso, figlio della recente ripresa dell’automobile di James Bond. Dopo otto anni di perdite, nel 2017 l’Aston Martin ha finalmente raggiunto il traguardo di un profitto grazie alla vendita di 5.117 auto.

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La quotazione in Borsa è un importante passo per il made in UK, prima e unica casa automobilistica britannica presente sul listino di Londra.

IPO Aston Martin: tutte le caratteristiche

L’obiettivo della casa di Gayton è una valutazione di 5 miliardi di sterline, al cambio attuale circa 5,5 miliardi di euro, con un flottante del 30%. Proprio in questi giorni la società ha avuto un intensa tabella di marcia alla ricerca dei Global Joint Coordinator; la società si è infatti incontrata con  Deutsche Bank, London Branch, Goldman Sachs International e JP Morgan Securities plc.

Secondo le indiscrezioni, Aston Martin immetterà sul mercato almeno un quarto del capitale. Daimler possiede ad oggi il 4.9% dell’azienda, e convertirà tale percentuale in azioni. Investindustrial, di Andrea Bonomi, è invece il maggiore singolo azionista con il suo 37,5%, ma a quanto pare potrebbe uscire dalla società cedendo parte delle proprie azioni. A ruota, dovrebbe essere seguito dai gruppi kwaitiani Investment Dar e Adeem Investment.

Nei contratti dovrebbe essere prevista la possibilità per il global coordinator di vendere agli investitori istituzionali un numero di azioni superiore a quello dichiarato, cioè una over-allotment option. Ciò potrebbe accadere nel caso di boom di domande al momento dell’IPO. Il margine di eccedenza consentito potrebbe aggirarsi attorno al 10/15%.

Il valore di Aston Martin è, secondo alcuni analisti, sopravvalutato. Tuttavia i buoni traguardi raggiunti nel 2017 (+48% di ricavi) lasciano presagire un’IPO su cui vale la pena investire.

Il prospetto informativo con tutte le informazioni sull’operazione, il Price Range Prospectus, dovrebbe essere divulgato il 20 settembre.