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Azioni Atlantia a picco: crisi dopo il crollo del ponte Morandi

Il drammatico crollo del Ponte Morandi sulla A10 si sta riverberando anche a Piazza Affari. Atlantia, la holding che controlla Autostrade per l’Italia ha perso martedì oltre l’8% in Borsa. Le reazioni dei mercati sono state comprensibilmente istantanee, e addirittura il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso; al momento della notizia, si è sfiorato il -10%.

In mattinata la seduta si è aperta con un -21,4%, ossia con un prezzo di 18,5€ per azione. Il default delle azioni ha ridotto la capitalizzazione di Borsa del gruppo al di sotto dei 15 miliardi di euro; si sono insomma bruciati in soli 2 giorni circa 6 miliardi.

Secondo gli analisti di Creditsights, un eventuale ritiro delle concessioni di Autostrade farebbe ottenere un rimborso anticipato ai sottoscrittori delle obbligazioni. Il Presidente del Consiglio Conte ha infatti paventato la revoca dell’appalto; tuttavia, vista l’attuale assenza di accertamenti, questa ipotesi è ancora aleatoria, sebbene i suoi riflessi sui mercati non abbiano tardato ad arrivare.

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Dal canto suo, l’azionista Benetton si difende. Edizione srl, la holding della famiglia Benetton che controlla Atlantia e Autostrade, ha diffuso un comunicato in cui si dice “certa della determinata volontà di collaborazione […] da parte della società operativa Autostrade per l’Italia e della sua capogruppo Atlantia che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell’ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana”.

Previsioni titoli Atlantia: come investire

Molte case di investimento ritengono infatti improbabile la revoca della concessione. Secondo Equita Sim, che ha cambiato la raccomandazione buy in hold “riteniamo più probabile una soluzione negoziale […] aumenta sensibilmente l’incertezza regolatoria con il rischio di avviare una fase di lungo scontro legale”.

Sulla stessa scia sono gli analisti di Banca Akros, che passano dalla raccomandazione accumulate a neutral, con target price sceso da 31 a 25€.

La rottura del livello ribassista dei 23,58€ fa sì che per in ottica di breve termine possiamo solo che attenderci ulteriori vendite. Aprendo posizioni short possiamo individuare due supporti sui precedenti minimi del 2016 e del 2014, rispettivamente 19,30€ (appena superato al ribasso) e 16,59€.

Per chi volesse entrare in acquisto consigliamo di attendere almeno i 22€, con stop loss collocato a 21,53€. Il target principale sarebbe a 22,90€, mentre quello secondario e finale a 23,20€.