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Azioni Intel declassate da Goldman Sachs: previsioni

Goldman Sachs ha declassato i titoli Intel citando i reiterati ritardi nel passaggio alla tecnologia chip di nuova generazione. La società ha infatti abbassato il rating, portandolo da neutral a sell. I problemi relativi alla tecnologia di processo dei chip potrebbe essere, secondo gli esperti, si ripercuoteranno sui mercati azionari.

L’analista Toshiya Hari ha divulgato una nota ai clienti. Si legge: “Vediamo le lotte di Intel con la tecnologia di processo a 10 nm con implicazioni in termini di posizione competitiva”. Prosegue: “Mentre la spinta a 10 nm è ben pubblicizzata in questo momento, riteniamo che i problemi di produzione di Intel possano potenzialmente essere più radicati di quello che la maggior parte pensa e potrebbe avere un impatto duraturo sulla quota di mercato e/o sui livelli di spesa”.

Il  vice presidente esecutivo di Intel Navin Shenoy ha però replicato che “il nostro compito è quello di fornire un livello costante di miglioramenti delle prestazioni anno dopo anno”. Assicura inoltre che “la tabella di marcia che abbiamo presentato loro diversi mesi fa e quello che abbiamo condiviso oggi fa esattamente questo. ”

Titoli Intel, ecco come sta andando

Dopo la divulgazione della nota, Intel ha immediatamente subìto il colpo: le azioni sono scese del 2,5%.

Hari, oltre all’indicazione sell, ha abbassato anche il target price; al momento della scrittura, risulta di 44$, a fronte dei 49$ in precedenza previsti. Un ipotetico collasso, in pratica, del 12%.

Il nodo cruciale è in realtà tecnico, come abbiamo accennato, più che strettamente finanziario. Si tratta dei ritardi dell’azienda nel passaggio ai chip a 10 nanometri. Lo scorso luglio Intel aveva annunciato il lancio di questi chip entro l’estate 2019, mentre la concorrente AMD sembra pronta per il rilascio entro la fine di questo 2018.

In ambito tecnologico si capisce bene come una differenza di 6 mesi sia enorme in termini di venduto. Il chipmaking di dimensioni ridotte ha storicamente permesso alle società di potere contare su chip più veloci ed efficienti dal punto di vista energetico.

L’analista ha infatti aggiunto che “ qualsiasi rallentamento nell’ambiente di spesa aziendale si aggiungerebbe anche al calo degli utili previsto nel 2019″.

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