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Azioni Tesla: secondo JP Morgan perderanno il 40%

Che le azioni Tesla non stessero seguendo il sogno di ascesa del creatore Elon Musk è ormai indirizzo deciso dei mercati. E il futuro, secondo JP Morgan, non sarà più roseo.

La società ha sottolineato il suo sottopeso aggiungendo che le azioni Tesla scenderanno a picco per tutto il resto del 2018. Le cause sarebbero da rintracciare nella sopravvalutazione e nella crescente concorrenza. In effetti sembra ormai perduto il monopolio sulle auto elettriche, e per di più i numeri di Tesla hanno deluso le attese degli investitori; senza considerare che, a lungo termine, i ritmi e i costi attuali di produzione non sarebbero sostenibili.

In particolare Ryan Brinkman in una nota ai clienti ha evidenziato come la società abbia un modello di business altamente differenziato e una tecnologia innovativa in grado di bilanciare il rischio dell’overweght. I pericoli maggiori verrebbero dunque proprio dalla concorrenza che sta mettendo in atto un piano speculativo preciso; vendere vetture elettriche per sovvenzionare il più redditizio mercato dei vicoli a motore. A differenza di Tesla, insomma, altre aziende hanno ben capito che è impossibile, al momento, pensare di generare profitti solo con i veicoli elettrici a batteria.

Azioni Tesla: fin dove si spingerà il ribasso?

Nella giornata di ieri i titoli Tesla sono scesi del 2,1%, ma nel complesso l’andamento annuale sembra positivo (+3% da inizio 2018). Brinkman ha stimato il target price a 180$ per il prossimo dicembre, percentuale che corrisponde ad un -44%. Il consiglio implicito sarebbe dunque quello di vendere.

Naturalmente riguardo i numeri finanziari sarà meglio attendere gli esiti dei ricavi trimestrali; intanto Tesla, ricordiamo, aveva dichiarato a inizio mese di aver prodotto, in una sola settimana, 5.000 vetture Model 3.

Tuttavia l’analista di JP Morgan ha dichiarato che proprio a causa di questi numeri “ci preoccupiamo del margine, dato il potenziale per gli straordinari, il trasporto merci premium e altre spese impiegate per far salire la produzione in un modo apparentemente inefficiente.”

D’altro canto Tesla potrebbe avere dalla sua la precoce presa di posizione nella guerra dei dazi USA-Cina; la società ha infatti aumentato i costi nel paese rosso del 20%, e sottolineiamo che la Cina è il più grande mercato automobilistico a livello mondiale.

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