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Borse europee in picchiata dopo test missilistico Corea del Nord

Giornata nera per molti mercati finanziari. Il test missilistico effettuato dalla Corea del Nord di Kim Jong-un non ha tardato a far sentire i suoi effetti sulle principali Borse di tutto il mondo, che registrano chiusure in negativo

Borse asiatiche

Il missile che ha sorvolato il Giappone ha spaventato per primi i listini asiatici: Nikkei, la più importante Borsa orientale, chiude a -0,51%, mentre Hang Seng perde lo 0,30. L’unica piazza stabile è Shangai, con un, per quanto minimo, +0,09%.

Il titolo che ha perso maggiormente è quello di LG Electronics, giù del 2,1%, e a seguire il won coreano con un negativo di circa un punto rispetto al dollaro statunitense.

Borse Europee

Situazione non molto differente per le Borse europee. La giornata di oggi si è aperta con avvii di sedute negativi, per di più in crescendo durante il corso della giornata.

Francoforte e Milano bloccano questa giornata in rosso a -1,46, Parigi a -0,94, Madrid a -1,07.

Flessioni anche per le banche, guidate nella discesa da Banco Bpm con -3,8, cui seguono Unicredit con -2,65% e Banca Mediolanum con -2,09.

Uno scenario che riflette le paure degli investitori circa le tensioni geopolitiche che si stanno verificando ad est, sottolineate dall’ambigua e preoccupante dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti: “Tutte le opzioni sono sul tavolo”.

Sul mercato dei cambi vola l’euro, che si colloca a quota 1,20 dollari, vetta non toccata da gennaio 2015.

Asset di rifugio

Anche lo yen viaggia al rialzo, ma per motivi differenti; la moneta del Giappone è infatti valuta-rifiugio degli investitori. Il cambio dollaro-yen ha viaggiato sui 108,5, in ribasso di circa 0,20 punti percentuali.

Corsa anche verso l’acquisto di oro, altro bene della categoria rifugio, che infatti nella giornata di oggi segna un rialzo di circa un punto: l’oncia d’oro è salita fino a 1.326,16, in corrispondenza dei valori registrati nel novembre 2016.

A dimostrazione di questa tendenza si notino i titoli quotati negli USA dai produttori d’oro: Kinross Gold evidenzia una chiusura dei suoi titoli a +1,1, e Harmony Gold a circa +6%.

I timori degli investitori circa i rischi hanno inciso anche sui titoli statunitensi della difesa: in rialzo General Dynamics, Northrop Grumman, Lockheed Martin e Raytheon.