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Borse in rialzo. FCA vola ad agosto, giù il petrolio.

Sembrano essere passati i momenti di instabilità che hanno brevemente scosso i mercati azionari internazionali dopo la crisi nippocoreana. Tutte le maggiori piazze mondiali, compresa quella giapponese, oggi aprono in rialzo di circa mezzo punto.

Benissimo FCA, petrolio in calo

In generale quello passato è stato un mese positivo per i titoli legati al lusso e al risparmio, ma l’alfiere di casa nostra rimane anche oggi FCA che al 31 agosto ha fatto registrare il miglior mese da quando è quotata in borsa: +24%.

Ieri exploit dei titoli petroliferi, anche grazie agli accordi di Saipem stipulati con Ghana e Angola, ma oggi si già si registra un andamento al ribasso. Il prezzo dell’oro nero, com’è noto, è particolarmente volatile, ed in questo periodo presenta addirittura maggiore instabilità a causa di quanto avvenuto alle raffinerie Texane come conseguenza dell’uragano Harvey.

Chiaramente, una situazione instabile per la macroarea del petrolio porta con sé instabilità anche per tutte quelle realtà accessorie che per loro stessa natura operano nel campo della raffineria. Una di queste è Tenaris. Il leader mondiale nella produzione di tubature per il trasporto di petrolio ieri ha rilasciato una nota in cui rassicurava che le strutture texane non hanno subito danni rilevanti e che stanno lentamente tornando alla normale operatività.
La strategia non pare aver dato i frutti desiderati, in quanto la compagnia lussemburghese è ora quotata a 11.22, in calo dello 0,09%.

Bene invece le banche, con Intesa San Paolo a portare la bandiera di migliore di settore, Mediobanca stabile e BCA Carige in forte discesta (-1.13%). La ragione di questi ultimi due valori va ricercata probabilmente nel fatto che, secondo indiscrezioni, Mediobanca avrebbe pronto un piano d’acquisto pari a 70 milioni per rilevare BCA.

Valute, buoni e spread

Sul fronte valute, si registra rispetto ai giorni scorsi un leggerissimo calo del cambio euro-dollaro. Dopo il record di 1,20 (mai così alto dal 2015), il cambio è ora a 1,19 (1,910 ieri alla chiusura, 1,185 stamane in apertura) sebbene il valore finale dovrebbe essere fortemente influenzato dagli attesi dati americani sui nuovi posti di lavoro.

Lo spread scende di due punti rispetto a ieri (da 175 a 173) ma altrettanto fa il rendimento Btp decennali italiani. Se al 31 agosto era pari al 2,11% oggi non va oltre il 2,09%.