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Pirelli ritorna in borsa: debutto fiacco

Inizio di sessione fiacco per Piazza Affari, e l’avvio negativo trascina con sé anche il resto della mattina. Nero anche l’atteso ritorno in Borsa di Pirelli, a due anni dal delisting. A pesare sull’intero mercato sono certamente le ultime indicazione della BCE (Banca Centrale Europea) sulle coperture ai crediti in sofferenza.

Durante i primi scambi le quotazioni hanno raggiunto il minimo della giornata, sfiorando i 6,28€ a fronte dei 6,5€ dell’offerta di vendita pubblica iniziale. Un primo giorno da matricola che delude chi attendeva con trepidazione il collocamento su cui si è più parlato quest’anno ma, a sua discolpa, pesano senza dubbio la flessione generale di tutta Piazza Affari e la concorrenza con altre società del settore.

Pirelli perde, in questo momento il 2,31%, con un prezzo per azione di 6,35€. Questo risultato fa inoltre saltare lo Special Award, il piano di bonus legato all’esito della quotazione e destinato ai top manager di Pirelli, incluso il CEO Marco Tronchetti Provera. Il premio sarebbe stato di importo pari al 2% del valore di collocamento se l’IPO avesse raggiunto i 6,7€ ad azione, cioè una valutazione complessiva di 6,7 miliardi. La stessa azienda ha comunicato tramite una nota che “non è stato raggiunto l’obiettivo di equity value a cui era subordinata la corresponsione del relativo incentivo”.

Un possibile rialzo?

Nonostante la quotazione, il CEO e il consiglio d’amministrazione di Pirelli non sembrano mostrare preoccupazione. Tronchetti ha infatti sollecitato gli investitori a non guardare all’andamento del titolo ma alle robuste fondamenta aziendali: “Vediamo tra qualche mese: nei primi giorni c’è sempre volatilità – ha risposto sulla partenza in calo – Noi sappiamo che l’azienda è solida”, e prosegue “Pirelli rientra nel mercato, dove è sempre stata, più forte di prima”.

Sotto lo stesso segno i commenti di Raffaele Jerusalm, l’amministratore delegato di Borsa Italiana; Jerusalm sottolinea come Pirelli sia una delle eccellenze che mancava in Borsa, tanto che la quotazione è stata la più grande non solo d’Italia ma d’Europa. Conclude presagendo il nome di Pirelli tra i primi quaranta titoli italiani dal mese di dicembre, quando si terrà la revisione dell’indice principale, entrando così nel Ftse Mib.