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Uber: ci sarà l’IPO nel 2017?

Uber: ci sarà l'IPO nel 2017?
Uber: ci sarà l'IPO nel 2017?

Tutti sappiamo cosa è Uber, cosa fa e come rende più facile la nostra vita, e ci si aspetta che il mercato dei trasporti possa esserne rivoluzionato. Lanciata solo sette anni fa, Uber Technologies Inc. è una società di trasporto con sede a San Francisco, in California. Funziona in circa 270 città e in più di 60 paesi in tutto il mondo.

L’utilizzo dell’applicazione alla base del servizio è molto semplice: basta digitare la posizione corrente, dove si desidera andare e inviare una richiesta Uber. Da lì, Uber utilizza i suoi algoritmi per ricevere le richieste di trasporto, inviandole ai guidatori disponibili.

Per gli investitori, il 2017 potrebbe essere un grande anno, dopo l’IPO di Snapchat, con l’arrivo di quella di Uber (anche se la recente novità delle dimissioni del CEO dell’azienda potrebbero ritardare l’arrivo a Wall Street). Come sarà l’IPO 2017 di Uber (se ci sarà, ovviamente)? Cosa dobbiamo aspettarci?

Prima analizziamo un paio di sfide e criticità.

Aumento della concorrenza

L’aumento della richiesta di corse “on demand”, in concorrenza ai tradizionali taxi, è diventato un modello di business popolare in tutto il mondo, ma è stato difficile per le aziende allontanarsi dalla visione più classica.

Alla fine del 2015, Sidecar, servizio simile a Uber, ha ufficialmente smesso di offrire viaggi. Imprese come Lyft, Curb, Grab, Ola e soprattutto Didi Chuxing, in Cina, hanno cominciato ad emergere, diventando enormi concorrenti per Uber. Didi è probabilmente la più grande minaccia per l’azienda americana, e il gigante californiano ha ammesso la sconfitta lo scorso agosto, vendendo le sue operazioni “UberChina” a Didi.

Anche Alphabet (GOOG) sta diventando una minaccia per Uber, soprattutto con i piani previsti di arrivare ad avere delle autovetture a guida autonoma. Questa iniziativa potrebbe mettere la società in concorrenza diretta con Uber, in quanto la mancanza di conducente potrebbe erodere i costi nel lungo periodo. La divisione Google della società di Mountain View ha inoltre recentemente avviato un programma pilota con Waze, società acquisita nel 2013, che consente a migliaia di pendolari di San Francisco di aderire al carpooling.

La sfida della guida autonoma

Mano a mano che tecnologia delle auto che si guidano da sole arriva sempre più vicino al mercato, Uber ha costantemente rafforzato le sue strategie di business incentrate sulla guida autonoma. Nel mese di settembre ha iniziato a collaudare la sua Ford Fusions a guida autonoma, a Pittsburgh, con gli ingegneri seduti sul sedile del conducente e pronti a intervenire in caso di bisogno.

Uber ha recentemente acquisito la start up Otto, specializzata in camion a guida autonoma. Otto è una compagnia di 90 persone e il suo co-fondatore, Anthony Levandowski, ora porta Uber nel mercato delle autovetture. Si tratta di un passaggio fondamentale perché gli ingegneri di Otto hanno lavorato a Tesla Motors, Apple e Google, e con le conoscenze e le competenze acquisite, possono davvero portare la compagnia americana ad essere un player importante nel futuro dell’industria automobilistica.

Controversie e problemi (anche legali)

Anche se sta avendo un grande successo, Uber ha avuto non pochi problemi di recente, e addirittura è stato vietato nei Paesi Bassi e in alcune parti della Tailandia, dell’India e della Cina.

Non è un segreto che i servizi di taxi tradizionali non sono felici dell’ascesa di Uber, e molti sostengono che l’azienda dovrebbe essere soggetta alle stesse regole cui loro devono sottostare.

Inoltre, c’è stata una scaramuccia con un gruppo di guidatore, che sostenevano di voler essere riconosciuti come dipendenti della società e non come autonomi.

Ma, va detto, qualsiasi forma di pubblicità alla fine diventa un modo per farsi conoscere, e le recensioni ed i giudizi negativi non sono ancora realmente riusciti ad influire negativamente su Uber.

IPO 2017 Uber

Nonostante queste controversie, gli investitori aspettano con ansia un IPO di Uber. Molti hanno creduto o sperato che la società sarebbe arrivata sul mercato dei capitali già qualche anno fa, ma ancora non è successo.

Se e quando Uber finalmente deciderà di diventare “pubblica”, il suo potenziale dipenderà dal mercato al momento. Secondo Renaissance Capital, le IPO hanno raccolto solamente 18,9 miliardi di dollari nel 2016, con un ricavo annuo che si trova ai livelli più bassi dal 2003. Solo quattro società in offerta pubblica hanno incassato oltre 1 miliardo di dollari.

Guardando avanti, è difficile individuare quanto sia occupato il mercato delle IPO quest’anno. Snap Inc., la capogruppo di Snapchat, ha finalmente fatto il passo a marzo, ma è difficile dire come potrebbe andare. Spotify, Pinterest, Airbnb e Uber seguiranno. E poi ci sono le IPO ad alta crescita come quelle di Twilio Inc. (TWLO) e Nutanix (NTNX) che hanno scambiato in maniera forte sin dal debutto e rappresentano quindi un buon segno per le aziende di tecnologia.

Un IPO per Uber potrebbe essere enorme sia per l’azienda che per Wall Street. Attualmente la compagnia è valutata 68 miliardi di dollari e grazie alla sua struttura, una combinazione unica tra società di trasporto, società di telefonia mobile e ingegneria del mondo reale, la società dovrebbe essere una delle migliori nel prossimo futuro.