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Arrivano i Cir, nuovi strumenti per incentivare i Btp

Con lo spread ad oltre 300 punti base e un debito pubblico che è il terzo al livello mondiale, il Governo si ritrova a cercare un modo per invogliare gli investitori a scommettere in Italia.

A questo scopo sono stati paventati i Cir, acronimo di Conti Individuali di Risparmio. Se il nome ti sembra riecheggiare quello dei Pir, i Piani Individuali di Risparmio, non stai sbagliando; questi strumenti presentano molte analogie coi Pir, poiché destinati entrambi a piccoli risparmiatori. Tuttavia non mancano le differenze: mentre i Pir raccolgono fondi da destinare a piccole e medie imprese, i Cir hanno come oggetto i bond governativi italiani.

Il piano dell’esecutivo prevederebbe una detassazione totale per gli acquisti privati di Btp, con un credito di imposta al 3,5% anziché all’attuale 12,5%. Inoltre, chi investirà in Cir potrà godere di una detrazione ai fini Irpef del 23%.

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Non sappiamo ancora se in effetti i Cir entreranno in opera; dovremo aspettare il 20 ottobre, quando verrà presentata la Legge di Bilancio per il 2019.

Cir, tetto pro capite a 3.000 euro

Il progetto è piuttosto ambizioso. Con un tetto massimo pro capite di 3.000 euro, e un obiettivo-raccolta di 15 miliardi, significa che il Governo punta a raccogliere 5 milioni di adesioni. Non poco, per un periodo di allerta nei confronti degli investimenti nel Bel Paese, ma i bonus fiscali potrebbero fare molta gola. Attenzione però, per godere dei benefici occorre tenere i Cir fino a scadenza. Inoltre,  i Cir saranno esclusi dalle imposte di donazione e successione se si vincolano le somme per almeno 18 mesi; i conti non potranno essere pignorati né sequestrati.

I Cir costituiscono un prodotto nuovo sul mercato e perfetto per diversificare il proprio portafoglio, adatto ai piccoli risparmiatori in cerca di investimenti sicuri e garantiti dallo Stato.

Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture ed esperto economico della Lega, ha dichiarato che ” Investire nei Cir significa scommettere sull’Italia. L’investimento avrà una tracciabilità piena perché chi mette i soldi saprà a quale opera vanno”.

Le quote raccolte in questo modo saranno destinate alle opere pubbliche. Ad ogni emissione corrisponderà un progetto specifico (autostrade, ad esempio, scuole, ponti e così via), e gli investitori riceveranno periodiche notizie informative sul prosieguo dei lavori.