Edizione di martedì 22 maggio 2018 | Home - Redazione - Note legali - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy - Contatti - Pubblicità su tradinglabs.it

Nuovi Btp Italia 2018: tutte le caratteristiche dell’offerta

Dopo sei mesi dai nuovi Btp di fine 2017, ecco che da lunedì 14 maggio gli investitori potranno puntare sui nuovi Buoni del Tesoro Poliennali.

Il titolo, indicizzato all’inflazione, avrà però durata più lunga degli ultimi emessi; la scadenza sarà infatti ad 8 anni, ossia nel 2026. Si tratta in realtà del recupero di una prassi collaudata sino al 2015, quando si optò invece per un abbreviamento della cedola a 6 anni.

Qualche altra caratteristica ci è già nota. Le cedole, di cui non conosciamo ancora il tasso reale minimo garantito, in prossimità di comunicazione venerdì 11 maggio, è indicizzato al FOI; a ciò si aggiunge il pagamento dell’inflazione maturata nel semestre e il rimborso unico a scadenza.

I Btp saranno colocati in due tranche. Una, come detto, inizia il 14 maggio e termina il 16, con possibilità di chiusura anticipata al 15, ed è dedicata ai risparmiatori retail; la seconda è in programma la mattina di giovedì 17, riservata agli investitori istituzionali. Mentre per i primi non è previsto un tetto massimo, i secondi potrebbero essere soggetti ad un riparto se la domanda dovesse eccedere l’offerta.

Si tratta di un’ottima opportunità di investimento per tutti coloro che hanno un basso profilo di rischio e puntano ad una strategia di guadagno moderato ma bilanciato da una relativa sicurezza.

Il tesoro ha confermato il Premio Fedeltà per coloro che acquisteranno i Btp durante il collocamento e li terranno sino alla scadenza. I Btp si confermano insomma, come abbiamo analizzato qui, ideali per investimenti sul lungo periodo.

Bond in dollari e a scadenza ventennale nel 2018?

Davide Iacovoni, capo della direzione del Debito pubblico al ministero dell’Economia, ha dichiarato la possibilità di ritornare ad emettere bond in dollari già entro fine anno, tornando ad una prassi terminata nell’ormai lontano 2010.

Emissioni in valuta estera erano infatti state sospese per i costi altissimi legati all’operazione. Ora, spiega Iacovoni, la firma del decreto sulla collateralizzazione dei derivati “riapre la possibilità di tornare ul mercato del dollaro con un global bond tra la fine del 2018 e la prima metà del 2019“.

Altra novità dei prossimi mesi potrebbe essere quella di un altro Btp indicizzato all’inflazione dell’area euro, con durata ventennale, nonché un’ulteriore emissione di un secondo Btp-i anch’esso ventennale e a tasso fisso.