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Nuovo Btp Italia: conviene investire?

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso nota la seconda emissione del 2017 relativa al Btp Italia, titoli di Stato indicizzati in base all’inflazione nazionale rivolti soprattutto alle esigenze dei piccoli risparmiatori. Il Tesoro emette questi Btp, non tramite le “normali” operazioni di asta bensì sulla piattaforma MOT, e quindi sulla Borsa italiana. Ciò consente agli investitori abituati ad auto-gestire i propri risparmi di sottoscrivere i titoli utilizzando i sistemi di trading online, in maniera immediata tramite qualsiasi servizio di home banking abilitato.

I bond avranno una durata di sei anni, come quelli emessi ad aprile scorso, e il collocamento avverrà in due momenti: dal 13 al 15 novembre (ma i giorni potrebbero diventare due per eccesso di domanda, quindi si dovrebbe chiudere anticipatamente la sessione) l’offerta sarà dedicati ai risparmiatori privati senza alcun tetto massimo, mentre il 16 novembre, e solo al mattino, i Btp potranno essere acquistati agli istituzionali, per i quali è prevista una ripartizione della collocazione se le domande dovessero superare l’offerta.

Le caratteristiche di queste obbligazioni saranno praticamente una replica di quelle precedenti: cedole semestrali indicizzate al FOI (indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto di tabacchi), cioè all’inflazione, come accennavamo prima, rimborso unico alla scadenza, Premio Fedeltà per  chi conserverà i titoli fino alla scadenza, pagamento dell’inflazione semestrale con un floor in caso di deflazione. I pagamenti che riceveranno gli investitori non saranno quindi inferiori al tasso reale garantito definitivo, per il quale aspettiamo la comunicazione ufficiale il 10 novembre.

I bond non sono stati pensati certamente per gli amanti del rischio e per chi spera in lauti feedback finanziari. Si tratta piuttosto di investimenti adatti a risparmiatori privati che vogliono proteggere i propri piccoli capitali. Il vantaggio è che in caso di deflazione le cedole vengono calcolate sul capitale nominale investito, mettendo così al sicuro sia il denaro iniziale sia gli interessi. I rendimenti sono soggetti ad una tassazione agevolata del 12,5%.

Prima di investire è bene inoltre controllare l’andamento dell’inflazione e dei prezzi al consumo. Gli ultimi dati sul Pil italiano sono promettenti (+1,5%): ciò significa che l’inflazione sta ripartendo e che dovrebbero aumentare i tassi nell’Eurozona.