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Obbligazioni strutturate: in arrivo la rivoluzione blockchain

Le obbligazioni stanno vivendo un periodo di forte contrarietà. Oltre alla preferenza, da parte degli investitori, degli ETF, da gennaio è attiva la direttiva europea MiFid II. Si tratta di un documento che condanna condanna gli “aspetti non regolamentati e opachi del sistema finanziario”. Per semplificare, linea intransigente al di fuori dei mercati regolamentati; esattamente il caso di derivati e obbligazioni. Basti pensare che perfino un colosso del settore com JP Morgan ha visto, nel 2017, un calo del 2% su questo tipo di prodotto.

È evidente che questo segmento finanziario necessiti di una ristrutturazione, e un tentativo promettente viene da Marex Solution: la proposta è quella di un’obbligazione strutturata con rendimento fisso reinvestito in un contratto di opzione. L’obbligazione è denominata in sterline e ha scadenza a due mesi. Ma qual è la novità? Ebbene, tali bond sono registrati, venduti e regolati tramite blockchain.

Btp su blockchain: i vantaggi

Per la precisione, il prodotto è collegato all’indice FTSE 100; è inoltre registrato, cancellato e regolato sulla blockchain di Ethereum. A seconda, quindi, delle prestazioni del listino azionario la cedola fissa potrà raggiungere un tasso di interesse sino al 13% su base annua.

La lungimiranza del progetto, venuto alla luce venerdì scorso, è palese. Basti fare un confronto con la struttura delle obbligazioni in Italia (qui un esempio dei nuovi Btp con cedole indicizzate semestralmente al FOI).

Nilesh Jethwa, amministratore delegato di Marex Solutions, ha rilasciato una dichiarazione a Bloomberg spiegando l’identità di questi particolari bond: “qualcosa che non solo è valida quanto quello che viene offerto dalle banche, ma persino superiore come qualità“.