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Titoli di Stato e azioni italiane in aumento: novità nella legge di bilancio

Nella giornata di oggi le obbligazioni e l’azionariato italiani hanno ricevuto finalmente un input positivo. Ragione della crescita sta nel tanto cercato e finalmente trovato accordo con la Commissione Europea circa i piani di spesa per il 2019.

L’indice FTSE MIB ha scambiato nel pomeriggio in rialzo dell’1,85%, e in particolar modo i listini degli istituti di credito hanno guadagnato il 2,5%. Buona notizia anche per i titoli, che in questo momento hanno un rendimento dell’ 0,395%, il più basso degli ultimi sette mesi. I Btp decennali sono scesi al 2,81%. Lo spread, infine, ha lasciato la pericolosa soglia over 300 e si trova ora a 261 punti base.

Insomma, gli investitori sembrano essere rincuorati dal “ritocchino” al deficit, passato dal 2,4% ad un obiettivo del 2,04%. Situazione peraltro prospettata in tempi insospettabili da Bettaieb (abbiamo visto qui le sue previsioni sui Btp italiani).

L’economista europeo senior di Barclays, Fabio Fois ha tuttavia dato l’allerta circa possibili nuove tensioni tra l’Italia e l’UE a metà del 2019. Nonostante la revisione del bilancio, infatti, la stessa Commissione ha dichiarato che continuerà a tenere sott’occhio le spese del Paese.

Conviene investire in Titoli di Stato italiani?

I mercati sono al momento rassicurati, ma il dubbio se investire o meno in titoli nostrani può ancora lecitamente sussistere, soprattutto per i piccoli risparmiatori.

Anche Citigroup aveva parlato di un rally di fine anno per i titoli italiani; forse rally è una parola ancora azzardata, ma la ripresa è indubbia.

Naturalmente, come abbiamo avuto modo di sottolineare in altre occasioni, investire in titoli di stato significa essere orientati al risparmio più che alla speculazione. Mossa dunque adatta a chi ha un basso profilo di rischio e necessita di uno strumento protettivo del capitale. Alla luce di ciò i titoli italiani sono sicuri, è pressoché improbabile che lo Stato fallisca!

Si tratta, inoltre, di un modo per sostenere la crescita del Bel Paese e contribuire ad abbassare i rendimenti. Un titolo di stato, infatti, “va bene” se il tasso pagato è basso; significa che molti investitori puntano sull’Italia, e di ciò ne giova l’economia di tutti. Paradossalmente, meno guadagniamo dalle cedole dei titoli, più le economie dello Stato sono in buona salute.