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Agevolazioni fiscali per l’equity crowdfunding: le novità del 2019

Agevolazioni fiscali per l'equity crowdfunding: le novità del 2019

Una delle importanti novità previste dalla legge di bilancio per il 2019 riguarda le agevolazioni fiscali di cui potranno beneficiare gli investitori in start up e imprese innovative.

Per chi ha investito fino al 31 dicembre 2018 rimane invariata la detrazione del 30%; chi invece decidesse di far entrare nel proprio portafoglio quote di queste società, vedrà la percentuale salire al 40%. Le quote saranno corrisposte sotto forma di detrazione IRPEF per le persone fisiche e di deduzione IRES per le persone giuridiche. 

I tetti massimi investibili e inclusi nel benefit ammontano a 1 milione di euro per le persone fisiche e 1 milione e 800mila euro per le persone giuridiche. Ulteriore requisito è che l’investimento sia mantenuto per almeno 3 anni, e certificato in sede di dichiarazione dei redditi.

Ma perché abbiamo citato nel titolo proprio l’equity crowdfunding? Ebbene, la grossa novità è che il testo normativo legittima la possibilità per le PMI e start up di raccogliere capitali tramite i portali di equity crowdfunding autorizzati dalla Consob. Un esempio è il famoso MamaCrowd, dedicato agli investimenti immobiliari.

Ciò significa che se i progetti di queste piattaforme di interessano, e in effetti si tratta di ottime occasioni di rendita, si aggiunge il vantaggio della detrazione fiscale.

Attenzione: tali vantaggi non sono esigibili nel caso in cui si investa in imprese in difficoltà o che si occupano, a vario titolo, di costruzione navale, carbone o acciaio.

Dall’altro lato, se sei tu ad avere una PMI o start up innovativa, godere di diverse convenienze tributarie.

Avviare una PMI o start up e risparmiare: ecco come

Se hai avviato una di queste piccole società innovative, è bene essere a conoscenza dei costi che è possibile tagliare grazie alla legge di bilancio.

In primis, le start up innovative non devono corrispondere l’imposta di bollo né i diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione al registro delle imprese; sono inoltre esonerate dal diritto annuale alla camera di commercio.

Per assunzioni di amministratori, dipendenti o collaboratori occasionali pagati attraverso strumenti finanziari sono previste apposite agevolazioni fiscali; per quanto concerne invece i contratti a tempo indeterminato, la legge prevede un credito d’imposta del 35% fino a 200mila euro.

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