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Fondo pensione: ecco come risparmiare per il futuro

I fondi pensione fanno parte del sistema pensionistico privato italiano, uno strumento che consente di avere una contribuzione integrativa dopo decenni di lavoro. C’è da dire che se fino a venti anni fa circa questi fondi erano poco conosciuti e ancor meno accesi; oggigiorno, complici le quote esigue che lo Stato versa ai pensionati, moltissime persone sono interessate e capirne il funzionamento, e sempre più lavoratori scelgono quest’opzione. Un modo, insomma, per tutelare il proprio futuro.

Possiamo dividere i fondi pensione in tre grandi categorie. Anzitutto abbiamo fondi pensione aperti, destinati praticamente a chiunque, dipendente pubblico o privato che sia, anche a lavoratori autonomi e free lance. Possono essere aperti presso istituti di credito, assicurazioni, società di gestione del risparmio e società di intermediazione immobiliare.

Troviamo poi fondi pensione chiusi, che sono invece collettivi destinati a specifiche categorie, di competenza ad esempio di organizzazioni sindacali o associazioni di categoria.

Infine ci sono i PIP, i piani individuali pensionistici, cuciti su misura per le richieste del singolo richiedente. Si tratta però in questo caso più di una assicurazione sulla vita (ne abbiamo parlato qui), e infatti sono erogati e gestiti esclusivamente da imprese assicurativi.

Conviene aprire un fondo pensione?

Pagare una quota mensile, seppur minima, per tutelare la propria tranquillità economica può essere sicuramente un sacrificio per una famiglia dal reddito medio-basso, ma di certo ne vale la pena.

Dal punto di vista della tassazione è utile specificare che i contributi della pensione integrativa godono della deducibilità IRPEF fino a 5.164,57 euro l’anno.

Il nostro sistema previdenziale consente inoltre di aderire ad un fondo pensione anche per conto dei figli. Può sembrare prematuro ma visti i tempi moltissimi genitori saranno interessati a garantire loro un futuro sereno.

I figli, dal canto loro, avranno un enorme vantaggio fiscale; troveranno infatti già acceso un fondo pensione a loro nome, ma anziché pagare l’aliquota prevista del 15%, avranno un decremento del 30% annuo (previsto dopo 15 anni dall’apertura del fondo).

Non solo, ma potranno richiedere un anticipo, che può arrivare sino al 75%, o il riscatto dell’intero capitale per spese mediche, acquisto o ristrutturazione della prima casa, sostentamento in caso di disoccupazione.