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Prestiti senza busta paga: consigli per risparmiare

Prestiti senza busta paga: consigli per risparmiare

Il mondo dei prestiti è caratterizzato da un paradosso: si ha bisogno di liquidità ma per ottenerla vengono richieste busta paga o cedolino della pensione. Il che significa accertarsi che chi necessita di denaro abbia già del denaro. Questo circolo vizioso rischia di far rimanere imprigionati tutti coloro che vogliono avviare un progetto o semplicemente si trovano a far fronte a spese impreviste.

Fortunatamente da qualche anno stanno prendendo piede prestiti senza busta paga, per accedere ai quali non occorre portare la busta paga. Si tratta di occasioni importanti, ad esempio, per lavoratori autonomi, stagionali e anche per inoccupati, protestati e cattivi pagatori.

In particolare questi prestiti si distinguono in cambializzati, fiduciari, non finalizzati e d’onore. Ulteriore possibilità è quella di chiedere un prestito con ipoteca su un immobile di proprietà. In tutti i casi i disoccupati e chi ha uno storico creditizio negativo dovranno avere un garante con situazione finanziaria solida e che non sia mai stato iscritto alla Crif. I lavori autonomi, invece, dovranno consegnare il modello unico come attestazione di reddito. Può sembrare un modo per aggirare l’ostacolo, ma in realtà si tratta di prestiti che vanno incontro alle esigenze di moltissime persone.

Con un prestito senza busta paga si possono richiedere importi, in media, non superiori ai 5.000€.

Come trovare un prestito senza busta paga a basso costo

Il più delle volte questi prestiti sono particolarmente onerosi quanto a tassi di interesse. Il motivo è di facile intuizione; l’assenza di busta paga determina un rischio maggiore per la banca, che non può rifarsi sullo stipendio in caso di inadempienza.

Il primo consiglio è quello di richiedere più preventivi e confrontare il TAEG. Questo è un indicatore importantissimo che ti dice quanto ti verrà a costare il prestito. Diffida quindi da chi ti mostra solo il TAN, spesso vantaggioso ma che nasconde spese e commissioni che ti verranno addebitate. Soprattutto controlla che la percentuale non ecceda il limite imposto dalla Banca d’Italia: occhio alle truffe!

In secondo luogo valuta la polizza assicurativa: se è inclusa nel TAEG non avrai spiacevoli sorprese. In caso contrario spesso le banche e le finanziarie tendono a farla sottoscrivere ma calcolandola come spesa extra. E di solito è molto salata.

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